

ilaria, ventidue anni, fiorentina. capelli ricci e occhi azzurri, occhiali e cosciotti; sigarette - libri - abbracci.
L’altra sera ero in un bar a San Lorenzo e accanto a me c’era questa specie di ermafrodita coi jeans attillati e la giacca della cresima che cercava di rimorchiare due ragazzine sfottendo Fabio Volo: “Cioè capisci, la gente faceva la fila per farsi autografare le banalità scritte da quel coglione. Cioè ma siete proprio dei bimbiminkia. Ma leggete Infinite Jest, sfigati!”
In quel momento mi è apparso chiaro come il ruolo sociale di Fabio Volo vada ben oltre l’emozionare estetiste tormentate di Garbatella. Fabio Volo funziona soprattutto nella misura in cui la sua conclamata mediocrità permette a noi cervelloni di esibirci in riflessioni indignate sulla deriva culturale del nostro Paese, l’assenza di meritocrazia lavorativa e tutti quegli altri vittimismi froci che giustifichino le giornate trascorse a leggere il New Yorker e lollare per Nyan Cat mentre fuori dalla finestra la disoccupazione è al 33%.
" — Avant la guerre - Inverno (via beatandlove)